
Ieri sera mi sono accasciata sul mio bel divano, il portatile sul grembo e la tv accesa. L’intenzione era di guardare non è un paese per vecchi, in realtà paralizzata dalla pigrizia che mi vietava di alzarmi e d’infilare il dvd nel mio nuovo video recorder ho seguito zelig, ridendo con il mago forest e immaginando pellescura fare la stessa cosa. Ho immaginato che anche lui ridesse con me e mi sono sentita meno sola.
Ho bevuto del limoncello preparato con i limoni non trattati della valle del belice ed ho toccato il cuscino, sprofondando la testa nelle piume. Non sono abituata a stare sola e devo dire che quando mi capita non mi dispiace, anzi. Semplicemente al silenzio non ci sono granché abituata, sicché un pochino di tristezza la sento.
Sveglia di buon ora, mattinata e tra poco anche pomeriggio insieme a Gianni a distribuire arance sicule, parmigiano emiliano, pasta biologica e farina del mulino. E’ il mio piccolo contributo al gas e devo dire che tenere compagnia a Gianni non mi dispiace affatto. Gianni è l’uomo che tutte noi donne desidereremmo, calmo e riflessivo, sorridente e rassicurante, quando il silenzio cala prende la chitarra e canticchia. Oltre ad essere cognato è per me padre e fratello.
Stamattina all’arrivo di Giuseppe abbiamo discusso d’imprenditoria. Giuseppe questo mese ha fatturato ben trecento euro e stamattina prima di venire a ritirare le arance ha fatto tutte le commissioni che normalmente svolge Anna, sua moglie. E’ entrato in posta e quando ha realizzato che aveva quaranta persone davanti si è seduto più soddisfatto ed ha fatto i conti che almeno tre quarti d’ora forse un’ora del suo tempo sarebbero stati inghiottiti in quell’ufficio, poi ha pensato alla distribuzione pane e pesci gas ed ha messo in preventivo almeno un altro quarto d’ora, quando ha visto me e Gianni deve avere pensato yuppi che bello con loro saliamo a un’ora!
Più o meno così è stato.
Dal freddo del magazzino degli ascensori dove abbiamo stoccato le arance ci siamo trasferiti al sole e scaldati leggermente da raggi obliqui abbiamo analizzato la società e le sue problematiche.
Non siamo messi molto bene. Le grosse aziende usano le sovvenzioni statali per prepararsi al grande salto mentre le piccole muoiono letteralmente di fame. Giuseppe non sa più cosa inventarsi per passare il tempo, ha tirato a lucido la sua piccola boita. Poi pensa ai fichi, chissà perché con me tutti pensano ai fichi, sarà che sono dolce come un fico nero? Mah. Si rammarica di avere venduto del terreno dove aveva piantato sei alberi di fichi, di tutti i tipi. Almeno avrebbe potuto spenderci del tempo, avrebbe potuto piazzarci una bella serra..
Insomma se posso tirarvi su di morale, non siamo per niente messi bene.
Meno male che è arrivata Camu con i croissant e la sua energia, a proposito abbiamo gradito molto..
Se vuoi portarmi un caffè caldo oggi mi trovi ancora lì