sabato 3 gennaio 2009

Torino 17 dicembre 2005 - Corteo notav porta susa – parco della pellerina


Per motivi di tempo scegliamo di dirigerci direttamente al parco della pellerina. Siamo in cinque sulla piccola panda bianca (modello vecchio). Francesco è munito di telecamera e di allegria, ha fatto tanti capricci ed ora è con noi, la sua altezza gli permette una migliore visuale, la nostra meno, la mia ancora meno meno, ma tant’è e sono contenta ma proprio tanto.
Noi quattro, Gianni, Giulia, Paolo e io abbiamo solo la nostra allegria, parliamo per tutto il viaggio senza stancarci, cinque bambini in gita. Io e Gianni proviamo a cimentarci nei balli della valle.. due giri, inciampiamo, ridiamo ancora. Compro la bandiera notav, ben cinque euro lasciati al sostentamento dei presidi, diventerà la mia mantella durante ogni uscita con il popolo dei facinorosi e degli sfaccendati.
Il diciassette dicembre 2005 viene dopo la marcia del 16 novembre, la bussoleno-susa. Quella interminabile, quella che quando i primi arrivavano in susa, noi ultimi dovevamo ancora partire (sempre ultimi, come durante le traversate da valle a valle che facevo da ragazzina, quelle in cui Bruno per farmi camminare mi prendeva a calci nel sedere e rideva di gusto, fino a perdere lui le forze). Quella con la scritta NOTAV formata da paletti di legno che campeggiava in una fattoria di Foresto, una borgata vicina a Susa. Oggi rimane ben poco di quella fattoria, la dora lo scorso autunno ha portato via gran parte del terreno. Viene il magone a passarci in macchina, mi viene il magone ogni volta che vado in alta valle. E’ un immergersi profondo in quello che è stato, in quello che potrà essere. E’ lo stesso magone che provo affacciandomi dalle terrazze delle Sacra di San Michele, è il vedere il territorio già stuprato da due provinciali, un’autostrada proprio nel mezzo delle due. E’ l'immaginare la linea ferroviaria quadruplicata e protetta da alti muri di cemento, proprio quelli inguardabili che scorgi percorrendo la torino-milano.
E’ il 17 dicembre 2005 e oggi non c’è spazio per il magone, oggi stiamo scrivendo la storia, la mia storia. Sale sul palco Marco Paolini, il cappello da ferroviere in testa, racconta che suo padre è stato un ferroviere, che la sua infanzia l’ha trascorsa tra i monti e che la ferrovia ha sempre dato da mangiare alla sua famiglia. Ma l’alta velocità, l’alta capacità non sono nel suo sangue. Ci parla di acqua, di privatizzazione, non capisco appieno.. lo capirò in seguito. Mi innamoro di lui, guarderò nei giorni successivi il Vajont, poi Ustica, poi il Sergente nella neve.. tutto quello che lo riguarda e nei tuoi tutun tutun io inizierò il mio percorso interiore.
Dopo di lui, insieme a lui sfileranno Dario Fo, Franca Rame, Marco Travaglio e Beppe Grillo. Con loro parte del popolo della valle di Susa, territorio italiano e francese. Sindaci di oltralpe. Ci sentiamo ben rappresentati, poche volte capita. Loro sono la nostra voce, le nostre urla, le nostre speranze.
Inizia a fare freddo, lo avvertirò di più quando mi sposterò dalla folla. Si alza il vento. E’ pieno autunno, il vento raccoglie le foglie da terra e le sposta in alto, proprio sopra di noi, sopra al palco. E’ un vorticare di foglie secche, anche il cielo ha preso i colori della sera, il rosso che si tinge di mille sfumature. Ci ritroviamo tutti insieme a spostare lo sguardo dal palco al cielo. E’ magia, io c’ero.
Grazie Marco.

7 commenti:

Camu ha detto...

E' di nuovo ora di sensibilizzare l'opinione pubblica, quella reale però non quella che i giornali tentano di strumentalizzare!!!

gianni ha detto...

Quando viaggiamo con il camper tra la gente e spieghiamo loro i veri motivi per cui non vogliamo la tav ci dicono: "noi dalla televisione non l'avevamo capito ... avete ragione voi!".
Purtroppo i nostri partiti (dx-centro-sn)ci sono dentro non poco .. quando si tratta di spartirsi i tanti soldini che arrivano dall'UE!
Quello che però si guardano bene dal dire è che la maggior parte dei costi li pagheranno i poveri cittadini che la tav sicuramente non utilizzeranno.
Tralasciamo il discorso ambientale (amianto ecc.) per cui già verrebbe scartata a priori!

Anna

Semalutia ha detto...

Paolini è spettacolare. Il 29 marzo scorso siamo stati a teatro a vedere "Il sergente nella neve" dopo aver divorato il libro del compianto Rigoni-Stern..avevo un pancione enorme, tanto da non riuscire bene neanche a star seduta...ma x Paolini ne vale la pena! Alcuni anni fa Ustica, ci sono andata il giorno dopo un'operazione...anche lì ne valeva la pena.

Per quanto riguarda la Tav, mio marito, anch'egli ferroviere, ha trovato un articolo che riporta il tempo medio di percorrenza Bologna-Roma con il treno alta velocità Freccia Rossa e con la Freccia Nera di Mussolini (anni 30 quindi)...bhè, non ci crederai, con l'alta velocità di oggi si guadagnano solo 17 minuti rispetto al 1937!!! Grande risultato, eh!

minu ha detto...

amo questo blog, mi sta facendo riacquistare fiducia nei bipedi. grazie semalutia e a tutti quelli che si affacciano leggono scrivono qui e che ritrovo nei blog accanto e lontano dal mio. Sono quegli stessi bipedi che siedono con il pancione movibile (ma quanto si muovono 'sti bambini nelle pance?) nelle platee
dei teatri mentre paolini o paolo rossi o chicchessia impera sul palco

ps a proposito anna (gianni) hai procurato i biglietti per il delirio del 13 gennaio a torino?

gianni ed anna ha detto...

Non ancora.
Spero di trovarli ancora al bar stazione....
Ciao

Anna

"Arturo" ha detto...

Ma lo sai che scrivi proprio bene!
Ciao

minu ha detto...

per arturo.. così rischi di farmi arrossire ;)