martedì 24 gennaio 2012

Tatanka alias imbrattatele

Tatanka ieri è riuscita a combinare uno dei suoi disastri.

Nonostante la raccomandazione di non buttare nella tazza del bagno i fazzolettini di carta… e nonostante lei ovviamente neghi di averlo fatto, ciononostante appunto, il bagno si è allagato.

Sostiene Tatanka di avere tirato l’acqua forse un po’ eccessivamente perché notava che un pezzo di carta non andava giù.

Quindi mentre l’acqua correva e correva, Tatanka sostiene di essere SOLO andata un attimo in sala, di avere rifatto il letto/divano, di avere arieggiato la camera e di essere tornata in bagno.

Sostiene Tatanka di avere notato che il bagno si era allagato, così decide di chiamarmi per evidenziare il problema.

Allertati nell’ordine l’amministratore, lo spurgatore e santo Carlo da Hubert ed avere predisposto un breve corso telefonico sull’uso del mocio vileda a Tatanka stessa, l’evento pensavo si fosse affievolito.. o almeno così credetti, fino al punto in cui il telefono tornò nuovamente a squillare.

Sostiene Tatanka di avere ricevuto la visita dell’inquilino del piano inferiore, che sollevava un nuovo problema: l’acqua correva dal nostro pavimento al suo soffitto, se ne era accorto argutamente il figlio, che intento nell’atto di liberare il suo corpo dell’acqua in eccesso, notava che il suo capo e le sue braccia si bagnavano di un liquido che sopraggiungeva al di sopra della sua testa.

Richiamato nuovamente santo Carlo da Hubert che intanto si era messo in marcia per raggiungere l’area del disastro, mi tranquillizzava mettendomi a conoscenza che nulla si era rotto e che l’acqua era scesa al piano inferiore per effetto cascata.

Aggiornamenti della giornata odierna, mentre santa Lidia (che talvolta mi salva dall'uso dell'asse da stiro) era fortunatamente in casa, è sopraggiunta la visita dello spurgatore che… sostiene di avere dovuto smontare la tazza, portata in cortile, inserito telecamera nella colonna, spurgato… sostituito nel frattempo tubo rotto durante lo smontaggio tazza etc etc

Oggi Tatanka è ancora fortunatamente viva e sostiene di avere preso 6 e 7 delle tavole geometriche!!! Miracolo che supera di gran lunga l'alluvione di casa minu.

domenica 23 ottobre 2011

I nuovi poveri

Devo essergli sembrata rassicurante, scoglio al quale aggrapparsi, allegra e sicura come solo una giornata di sole seppur tiepido può rendermi, fine giornata lavorativa, il pensiero del rientro a casa dalle mie ragazze, dai miei affetti più cari.
Mi è venuto incontro prima che potessi immergermi nel sottosuolo della metropolitana.
Magro, le mani affusolate stringono biglietti da visita tagliati a mano, deve averli prodotti artigianalmente.
E' educato, raffinato, sorride ma è servoso, la camicia gli sta larga mostrando un collo scheletrico.
"Può aiutarmi?" mi chiede.
Rischio di perdere il treno ma il suo sorriso timido e nervoso mi blocca, l'indifferenza per fortuna non si è ancora impossessata di me.
Rallento, mi fermo, lo ascolto.
"Spero possa aiutarmi", intanto maltratta i biglietti che ha in mano, prende fiato "Sono laureato, parlo fluentemente due lingue, ho competenze informatiche, ho grande esperienza nel campo informatico sottolinea, non lavoro da mesi, sto perdendo tutto" è ormai un fiume in piena, parla a raffica "mi aiuta la Caritas, sono aiutato dalla Caritas, quasi ancora non ci credo"
Scuote la testa, i battiti del mio cuore accellerano, provo imbarazzo per il suo imbarazzo, non riesco a deglutire, non so cosa dirgli, cosa rispondere, invece a sorpresa gli dico "Cosa posso fare? Come posso aiutarla?"
"Non lo so" risponde lui, con la voce strozzata dal pianto, si allontana veloce, lasciandomi sola accanto alla scala mobile della metropolitana, triste, con il mio imbarazzo.
Ho incontrato un nuovo povero, vittima della globalizzazione, aiutato dalla Caritas, allontanato da un sistema produttivo che all'uomo preferisce il profitto.
Mi sento svuotata.
Ho raccolto il suo dolore, impiego ore a scrollarmelo di dosso.
Sono ritornata sul posto alla ricerca di un suo biglietto da visita, di una traccia, nulla.
Ieri Vittorio Feltri ha asserito che non siamo ancora a livello povertà, in fondo non ha ancora visto nessun morto per fame sulla strada, allora forse ho sognato.
O forse dobbiamo ringraziare la Caritas?

mercoledì 20 luglio 2011

R.O.A.C.H. si mette l'abito bello per la prima...

Ed eccomi ritornata dalle vacanze, abbronzata e rilassata. Prima che l'adolescenza dell'imbrattatele e la routine lavorativa unita alla pendolarità possano prendere nuovamente il possesso della Minu.. ne approfitto per tornare a scrivere, ne ho ben tanti motivi, eccovi il primo..
Ieri sera è andato in scena il pathos.
Grande emozione al teatro Eugenio Fassino di Avigliana, trenta minuti di fantascienza, spettacolari effetti speciali, tutti creati in 3D.
Il trevoltebello Sergio, laquasisempreallegra Giulia, il sorridenteedemozionato Umberto e tanti altri giovani che a citarli tutti occuperei gran parte del mio sonno, considerato che è quasi la mezzanotte... ci hanno cine-corto trasportati nel regno di New Minsk, anno 2068
Il corto è frutto di un lavoro durato più di due anni, girato quasi totalmente ad Avigliana, Valle di Susa, a costo e chilometri zero.
L'età media di chi si è speso, divertendosi oltremodo, per creare questo gioiellino di pura fantascienza è di 28 anni!
Auguro a tutti voi lettori delle donnettedipianezza di potere godere presto di questo bel lavoro, frutto di giovani talenti italiani, nessun figlio d'arte tra loro, uniti da una enorme passione.
A loro auguro che possano vivere della loro arte e che la realizzazione dei loro sogni possa regalare un sogno a tutti noi.

ps.. chi lo avrebbe immaginato mai che la quasisempreallegra Giulia, quella piccola e bionda ridanciana nipotina, nata quando io ero appena diventata maggiorenne, mi avrebbe un giorno fatta emozionare così tanto? ... questo lo scrivo piccolo piccolo così magari lei non lo nota e conseguentemente non mi cazzia, schiva e reticente ad ogni complimento qual'è!!!

Con orgoglio,

Minu

lunedì 30 maggio 2011

porcaccia che batosta

Rompo il silenzio, stasera è festa.
Milano d'arancione vestita, fa girare la testa dall'emozione.
Se solo penso alla faccia del principe danzante mi viene da ridere. Il giorno in cui il general manager ovvero il principe danzante argentino diede l'annuncio alle donnette della fusione per incorporazione, lo farcì (come se non bastasse) anche di politica.
Ventilava già dal primo momento lo spostamento (poi avvenuto) degli uffici da Torino a Milano.
Perchè Torino oltre a non avere proposte culturali decenti, oltre a non avere una buona viabilità, aveva anche un sindaco di sinistra, ovvero Ciamparino, ci disse con quel suo accento argentin-milanese.
Chissà che faccia farà questa sera, l'arrogante Moratti ha ceduto il posto a Pisapia.
Tutto si è tinto di arancione.
Porcaccia, oltre ad avergli dato un calcio in culo ora gli toccherà sopportare una giunta di sinistra e neanche tanto moderata.
Che il buon Dio lo protegga (tiè!!!!)

Le donnette continuano a festeggiare e ne hanno ben donde neh!

giovedì 3 marzo 2011

viva gli sposiiii

Lu si sposa con Ale-di-Lu-
Sono felice, l'ho letto ieri sul suo blog, era tanto che non passavo in casa Lu.
Latito da tutto, anche dai miei libri, sbonconcello ogni tanto, qualche frase a caso.
Sono stanca e anche un po' delusa, non da tutto.
Imbrattatele è stata operata da qualche settimana, è andato tutto bene.
Doloroso accompagnare una figlia nell'anticamera di una sala operatoria, ho inghiottito le lacrime, non è stato facile.
Neanche dopo, quando lentamente si è risvegliata, quando per combattere la nausea l'hanno intubata e ossigenata, quando agitava la mano affinchè gliela stringessi, quando con l'altra mi torturava un orecchio come quando era piccola piccola.
Avrei voluto essere stretta dalle persone con le quali ho sorriso e pianto negli anni, una carezza, un sorriso, un fiore .
Ho scoperto per contro l'affetto di persone conosciute da poco e non è poco.
Penso che lascerò questo blog, quando sarò sufficientemente rilassata verrò a cercarvi, continuerò a scrivere, forse sempre in un blog, non so.
Vi abbraccio tutti, uno per uno.
Avete aiutato minu ad essere Minu.
La Minu non è più una disoccupata, tantomeno lavoratrice precaria, è rientrata nelle file dei lavoratori a tempo indeterminato, vi pare poco?
Non ho dimenticato il dolore e l'imbarazzo che provoca la strada, piango quando sento di persone che hanno perso l'impiego.
Sogno ancora di essere licenziata, in compenso non sogno più l'esame di maturità.
Mi fa male vedere le foto dell'imbrattatele e di f&u di qualche anno fa, penso che i problemi che ho dovuto affrontare non mi abbiano permesso di assaporare completamente le fasi della loro crescita.
Forse è per questo che cerco di interpretare ogni loro sospiro, ogni loro respiro.
E anche questo forse non va bene.
Va bene respiro i sospiri, riprendo il ritmo, so che non avete capito, in realtà non ho capito neanche io, ma non è granchè importante, mi è stato insegnato che è da ostinati cercare di capire tutto tutto, in realtà ostinata lo sono, è da terroni esserlo, in fondo sono anche quello.
Viva gli sposiii, questa sì che è una bella notizia, però Lu promettimi che eviterai i voli d'angelo almeno fino alla fine di aprile neh!?!
A bientôt!
No ancora una cosa, a proposito di Estela.
La ricordate?
E' rientrata in Argentina, ha trovato l'amore, era lì a due passi da casa sua, bastava allungare una mano, gli avrebbe sfiorato la faccia, invece lo ha incontrato sul web, hanno messo il cuore sul tavolo e si sono raccontati per mesi.
Le ho chiesto prima di partire se avesse paura, il timore di essere delusa, di deludere.
"No", mi ha risposto con il suo sorriso contagioso, "quando si mette il cuore sul tavolo non si corre il rischio di rimanere delusi e di deludere", quella tastiera li ha aiutati a scavare nell'anima.
E' partita felice, anche se ha pianto, anche se abbiamo pianto, anche se partire non è stato facile, ma questa è un'altra storia, che vi racconterò, ma non ora.
E' in Argentina da più di un mese, si sono incontrati e sono rimasti abbracciati a lungo, forse ancora in questo momento.
Poi è accaduto un altro miracolo, perchè le cose belle portano altre cose belle.
Le è stata assegnata una casa, una di quelle case governative, che non è semplice ottenere, immagino una casa simile a quelle che noi siamo soliti chiamare popolari, forse.
E' felice, immensamente felice.
La bella V. tra poco inizierà la scuola, è stata reinserita nella sua classe, insieme ai compagni che ha lasciato più di un anno fa.
S. appare raggiante, i suoi riccioli sono ancora più ribelli.
Estela è una delle amiche più belle e forti che ho avuto la fortuna di incontrare, una grande donnetta di pianezza.
Hasta la victoria, siempre!
C'è che non devo scrivere di sera... porcaccia!

martedì 25 gennaio 2011

la bigiatura dell'anima


Giusto stamattina ne parlavo durante il tragitto in pullman con il piccolo generale in gonnella.
T. è stato beccato con una giustificazione falsa.
Già.
Ha falsificato la firma della madre pregustandosi un rientro anticipato a casa, saltando a piè pari la lezione della prof. di religione, che per altro, a giudizio dell’imbrattatele, è più un momento di discussione su temi sociali che altro, un momento di approfondimento, un’analisi approfondita partendo dal punto di vista dell’anima.
T. ieri la sua anima aveva intenzione di metterla a riposo, così ha preso la bic ed ha falsificato.
Beccato.
Negare, sempre e comunque.. Silviastro docet.
Così T. ha fatto, la prof non demorde e chiama casa, la madre di T. non appoggia la nefandezza del figlio, dichiara di non avere mai firmato un’uscita anticipata ed apre la procedura processuale.
Oggi T. sarà convocato in presidenza, alla presenza del temibile vice preside che è almeno tre volte più severo del preside stesso, della segretaria del preside e della prof. di religione, pubblico ministero.
E’ possibile che venga presa la decisione di sospendere T.
Con questa notizia mi arriva in bagno l’imbrattatele, ovvero nel salotto di casa, le conversazioni più interessanti si svolgono tra la vasca e lo sciacquone.
Immersa nella schiuma ascolto senza esprimere giudizi, osservo le sue guance che prendono sempre più colore, il gesticolare delle mani, gli occhi espressivi e grandi.
Imbrattatele assente da scuola per un peregrinare negli ospedali della valle per una sospetta appendice ha appreso la notizia dai social network in serata.
E’ indignata, accusa T. dandogli del pirla, ancorpiù perché T. è rappresentante di classe, idem la madre di T.
“Ti rendi conto mà.. T. che dovrebbe dare il buon esempio, si comporta da pirla, dovremmo aprire nuove votazioni a mio parere, non si può essere rappresentati da un taglione pirla”.
Vorrei abbracciarla ma sono piena di sapone, ma chissene, la stringo forte nonostante la schiuma.
Sulla stampa di oggi il fondo pagina di Gramellini, senza saperlo ne avevo scritto, a voce alta, l’incipit al piccolo generale in gonnella, tra i consueti scossoni del pullman.
L’ho già detto, la rivoluzione sta iniziando sui banchi di scuola
Fanculo a tutte le escort e a tutti i puttanieri d’Italia e non.

martedì 11 gennaio 2011

Il difficile mondo delle donne

Ci sono momenti in cui sfogarsi diventa una necessità impellente.
Ci sono traumi che condivisi si metabolizzano meglio.
Ci sono tragitti in pullman che creano intimità e per una volta, una volta soltanto, vorresti non arrivare a destinazione, per poterla ascoltare tutta quella storia così piena di dolore nonostante siano passati anni.
Ci sono momenti in cui un racconto suscita un altro racconto, due donne si raccontano lo stesso dolore, lo stesso trauma.
Eccole, una di fronte all'altra, gli occhi pieni di lacrime.
I passeggeri sembra trattengano il fiato pur di ascoltarne i racconti, intimiditi si spostano, si crea il vuoto intorno a noi.
Oggi è il giorno del suo compleanno, avrebbero voluto sposarsi proprio oggi, per indisponibilità del locale hanno dovuto spostare la data di quindici giorni. Sicchè oggi ha indossato uno dei suoi abiti preferiti, un trucco curato e leggero, con il più bel sorriso gli ha aperto la porta, oggi si esce, tregua dai preparativi.
Lui entra, non sorride. Lei, racconta, ne è perdutamente innamorata, da sempre, lo ha capito quando le loro labbra si sono assaggiate per la prima volta, aveva già amato prima di quel bacio, prima del loro primo incontro, almeno aveva creduto di amare.
Niente in confronto alla passione vissuta insieme, assolutamente niente di neppure lontanamente paragonabile.
Lui entra, non sorride. La invita a sedersi, poi secco, distaccato, risoluto chiude la storia.
Non ci sarà nessun matrimonio, non è pronto, non ama a sufficienza.
Esce.
Non sa per quanto tempo è rimasta seduta in cucina, ricorda solo di avere preso a testate un muro, urlando. Più niente.
Rimane in silenzio qualche minuto, le fermate brusche del pulman la scuotono, ci strattonano. Facciamo silenzio anche noi, mi giro intorno, l'intero pulman è in silenzio.
Ancora oggi cerca di ricostruire quei momenti, non riesce, ha cancellato tutto.
Ha restituito a tutti gli invitati i soldi dei regali, ha cercato di dimenticare, è andata a vivere da sola, voleva soffrire da sola, voleva piangere da sola.
Sono passati anni da quel giorno, ora ha un nuovo compagno che anticipa ogni suo desiderio, un bimbo che adora.
Ci pensa ancora a quella storia così piena di passione travolgente, di amore.
Racconta ancora oggi "se solo avesse immaginato quanto l'ho amato e forse, ancora oggi, se tornasse, forse, lo bacerei ancora"
Lei l'aveva ascoltata in silenzio, aveva annuito più volte durante il racconto, lo sguardo fisso sulle labbra.
Scuote la testa, si schiarisce la voce, a testa bassa racconta del dolore che aveva provato quando a fine turno entrando in casa aveva trovato i cassetti e gli armadi vuoti.
Quattro anni di matrimonio, poi la fuga.
Ha pianto forte, ha passato intere notti a piangere, inconsolabile.
Ricorda il giorno del divorzio, l'avvocato li aveva lasciati soli per qualche minuto.
Lui aveva accuratamente evitato il suo sguardo, lei sperava che qualcosa cambiasse gli eventi, aveva scambiato quel silenzio per esitazione, per tentennamento, aveva sperato in un ripensamento.
Poi un sospiro di lui, quei sospiri che anticipano la voce.
Il cuore di lei batte forte, tomultuoso, stringe forte le mani fino a farsi male.
"La fede... potresti ridarmi la mia fede?"
Incredibile come si possa avere la capacità di ferire anche in un giorno così difficile..
Eppure, anche lei ,ammette tra gli strattonamenti provocati dalle brusche frenate.. eppure sarebbe pronta ad abbracciarlo ancora.
Si sono salutate emozionate, ognuna è salita sul suo treno, la testa appoggiata al finestrino, un sorriso malinconico nonostante le tante lacrime.
Condividere ha reso più leggero un dolore.