domenica 12 ottobre 2008

Il papà di Giovanna

Camu e io oggi siamo andate a vedere l'ultimo lavoro di Pupi Avati. Il commento all'uscita? Perchè non siamo andate a vedere una commedia?
Si svolge nell'Italia degli anni 30, i colori seppiati propri di Avati rendono ancora più drammatica la storia ed evidenziano la difficoltà del periodo storico nel quale il film si sviluppa. Sono rimasta impressionata dall'abilità dei costumisti e del lavoro degli scenografi. Tutti in quell'epoca erano facilmente riconoscibili, gli infermieri, i bidelli, i becchini, gli studenti, l'insegnante di religione era in quell'epoca un parroco che vestiva gli abiti ecclesiastici. Al di là della storia dell'amore forse morboso di un padre per la figlia, merita un plauso la ricostruzione della Bologna degli anni del fascio. Si commentava all'uscita che non è un caso che terre come l'Emilia e come la Toscana siano diventate poi comuniste.
Dimenticavo ... abbiamo ritrovato il detto "boia a chi molla" accompagnato dal saluto fascista

2 commenti:

Patty ha detto...

Il papà di Giovanna è bellissimo. Ho visto il film appena uscito e lo consiglio a chi ancora non è andato a vederlo.
Per restare in tema cinematografo vi consiglio "Il pranzo di ferragosto" spassoso e reale. Se poi volete ridere e ricordare la gioventù (questo vale per me che sono più vecchia di voi) andate a vedere "Mamma mia".
A presto Patty

mika ha detto...

Ma che vecchia!!!
Sei ancora in piena gioventù!
Chiaro, non c'è paragone con i nostri passati 16 anni ma sei ancora in forma!

Un saluto a Patty, di te ho ancora il tuo righello!!!!