giovedì 14 maggio 2009

sono rumorosamente razzista, lo ammetto

L'imbrattatele potrebbe confermarvelo, al mattino sopporta la mia furia razzista mentre l'accompagno a scuola, infatti

ogni sacrosanta mattina mi ritrovo a pensarlo:
"io sono razzista, sì sono razzista"
lo sono nei confronti dei genitori che parcheggiano la loro auto sulla rotonda e anzichè lanciare i propri figli dal finestrino, si prodigano in baci e raccomandazioni
lo sono nei confronti dei genitori che parcheggiano sulle strisce o peggio sugli scivoli dei marciapiedi, impedendo di fatto il passaggio ai disabili
lo sono nei confronti di chi compra all'ultimo momento la merenda al figlio in panetteria infischiandosene della coda e sbracciandosi reclama una pizzetta o peggio un pacchetto di patatine senza neanche scusarsi, lasciando questa incombenza al panettiere

lo penso anche al pomeriggio:
"io sono razzista, sì sono razzista"
quando attendendo che l'imbrattatele e fichi&uova escano da scuola mi sorbisco i discorsi delle persone che mi attorniano e capisco affranta che non ci sarà, almeno a breve, nessun cambiamento in questa nostra italietta, che purtroppo anche chi mi attornia ha diritto di voto e posso immaginare, a meno che non votino bendati, dove apporranno la loro crocetta

penso "io sono razzista, sì sono razzista"
quando il mio parrucchiere polemizza contro gli arrivi degli extra comunitari e reclama il rimpatrio agitando le forbici o il phon, sostenendo che non hanno in fondo nessuna altra alternativa se non quella di esercitare il mestiere del ladro o della prostituta e al termine del sermone mi sporge un conto troppo salato, da ladro appunto


penso "io sono razzista, sì sono razzista" quando mi si accusa che non si può dire sempre di no e mi sforzo di capire perchè dovrei assentire

lo penso guardando le persone che hanno il mio stesso colore di pelle e che sono nate nel mio stesso territorio

mi calmo al mattino, quando vedo scendere dal borgo storico, due bimbetti, mano nella mano, un fratello e una sorella, sempre sorridenti, lei ride agitando i codini ricci e neri, lui cammina guardandola negli occhi e ride mostrando le finestrelle lasciate dalla caduta dei denti da latte, sono due bambini che provengono dal marocco.
All'uscita da scuola c'è sempre il padre che li aspetta, resta in silenzio in disparte fino a quando non li vede apparire sul portone, allora si avvicina, loro gli buttano le braccia al collo e rimangono abbracciati per qualche minuto, poi lui toglie loro gli zaini dalle spalle e si dirigono nuovamente verso una delle vecchie case del centro storico, ridendo e saltellando come al mattino.
E' solo in questi momenti che penso che forse tra qualche anno avremo nuovamente la possibilità di rinascere, di ricominciare.
Io aspetto, fiduciosa

13 commenti:

Spinoza ha detto...

Come al solito, cara Minu, è vero quel che dici, ma è anche vero l'opposto.

Sono razzista quando vedo cose del genere, ma anche quando vedo i soliti rom guardare con insistenza la borsetta della mia morosa, aspettando che lei si distragga per infilarci la mano dentro; o quando, come l'altro giorno, un africano stava tentando di scassinare la serratura di una bici, per poi fermarsi di botto e guardarsi attorno con fare noncurante quando si è accorto della mia presenza: per poi ricominciare allegramente quando mi ero allontanato un po'.

Bisogna essere onesti, Minu: noi siamo prevenuti contro gli stranieri. Ma se il 25% degli stupri in italia è fatto dal 4% della popolazione, un problema stranieri c'è.

Minu ha detto...

@spinoza
ti dirò provo più simpatia per i rom che non per i miei ex datori di lavoro, tre ragazzi giovani che si esaltavano quando leggevano di campi rom dati alle fiamme o di caccia all'extracomunitario. Che tenevano due cani al guinzaglio sotto il sole e la pioggia. Cani che venivano slegati durante la pausa pranzo dal personale operaio in gran parte rumeno, coccolati e portati a passaggio. Così, giusto per dire

Minu ha detto...

parliamo anche delle violenze subite tra le mura domestiche, delle violenze non denunciate. Agli onori della cronaca vengono sbattute le violenze perpetrate dagli ex comunitari, difficilmente dai nostri connazionali.

Spinoza ha detto...

Minu, è vero che nei giornali ci sono molto più spesso casi di cronaca con extracomunitari che con italiani.
Io comunque facevo riferimento a un rapporto ufficiale del ministero dell'interno, che dovrei cercare comunque fidati, in cui si diceva che in proporzione gli stranieri commettono molti più reati contro il patrimonio (e questo si può capire, sono mediamente più poveri) ma anche molti più stupri, e questo invece non si può capire se non invocando la cultura. Loro vengono da culture per le quali la donna è inferiore, e quindi lo stupro è semi-giustificato.

So che non dovrei dirlo, ma queste culture sono vergognose.

Minu ha detto...

@spinoza
condivido che certe culture siano vergognose. Ho visto venerdì scorso un servizio sui matrimoni combinati in turcbia e sulle violenze a cui le donne vengono sottoposte..

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Il problema è sempre della classe dirigente: se non si afferma il principio di responsabilità, che si traduce anche nella certezza della pena, non ci si può aspettare il rispetto delle regole, e ciò indipendentemente dal tipo di cultura in cui si è stati educati.

the muffin woman pat ha detto...

io credo che la violenza non abbia un colore della pelle.

penso che si dovrebbe insegnare il rispetto a prescindere dal colore della pelle.
io non ti rispetto se sei piu' ricco, ti rispetto se sei una persona con cui si può ragionare.
la multietnicità è comlicata e non si può pensare di dare tutto per scontato.
ne da un lato ne dall'altro.

Semalutia ha detto...

Credo che non possiamo neanche minimamente immaginare che tipo di vita possano avere i cosiddetti extracomunitari nelle loro terre d'origine...una vita che li spinge all'estremo sacrificio della fuga clandestina pur di liberarsene. Penso che i poveri cristi dei barconi vengono in Italia per tutto fuorchè delinquere (perchè rischiare la vita per finire di nuovo nella merda?). E' che poi l'accoglienza italiana li costringe a vivere nelle baracche, rubare per mangiare, abbruttirsi fino a diventare delle bestie. Penso che i veri delinquenti vengano in Italia attraverso canali più "normali", fuori da occhi indiscreti, aiutati da connivenze di ogni tipo che hanno gran guadagno in questa manovalanza a basso costo. Come al solito si dovrebbe agire a monte, e non a valle, del problema.

Miranda ha detto...

Tranquilla Minu! Il tuo non è razzismo ma sana intolleranza verso la prepotenza, la maleducazione, l'indifferenza delle esigenze altrui.
Il problema immigrazione c'è? Certo! Perchè non c'è una vera e concreta politica di integrazione. Si parla tanto di punire, di incarcerare, rimandare indietro, magari anche buttare a mare e non si parla di cosa fare per frali sentire a casa. Ad esempio perchè un immigrato che lavora regolarmente e paga le tasse in questo paese non può votare? Deve avere solo doveri e non diritti? Io non lo capisco...

Lu ha detto...

Ho apprezzato molto il post..
Lu.

Drewes ha detto...

Ciao, perdonami se vado off topic. Sono l'amministratore di un blog cinematografico dedicato alla Settima Arte e non solo.

Mi piacerebbe se accettassi la mia proposta di scambio link. Che ne pensi? ;-)

Fammi sapere.
Drewes
http://angolofilm.blogspot.com/

Spinoza ha detto...

Spam-mer! Spam-mer!

Minu ha detto...

@spinoza
;)

@lu
ho apprezzato molto il tuo modo di scrivere... mollicando mollicando sono arrivata a te

@miranda
davvero è intolleranza? sarà, in ogni caso sopporto sempre meno e spesso mi trovo a pensare che sarei contenta di vederli imbarcare su una barca ed allontanarli almeno per il voto

@semalutia
concordo pienamente con te

@muffin
rispetto - che parolona sconosciuta

@vincenzo
una classe dirigente di tutto "dispetto"