venerdì 20 agosto 2010

la disperazione

Abbiamo scherzato quando è passata l’auto dei vigili del fuoco a sirene spiegate, poco prima di prendere il pulman che ci porta al lavoro.
Insensibili al sensibile, mostri in movimento.
Suicidi, morti ammazzati, case che cadono seppellendo inermi bambini, baracche dei rom che prendono fuoco carbonizzando vite disperate.
Nulla, le sirene non impietosiscono più.
Avevo già dimenticato la veloce corsa dell’auto rossa mentre sorseggiavo un caffè e sbocconcellavo un croissant con lo sguardo tra le fresche notizie della carta stampata.
Poi un avventore entra sorridendo, rompe il silenzio “c’è un pazzo che vuole buttarsi giù; minacciano tutti poi nessuno ha il coraggio di farlo, intanto noi paghiamo tutto l’esercito dei pompieri che è parcheggiato qua dietro, c’è pure un’ambulanza..”
La tazzina rimane sospesa, mi viene da piangere.
Ognuno di noi ha conti aperti con la vita, io ne ho uno che ancora brucia nonostante siano passati ormai più di trentanni.
Quando sento parlare di balconi mi sento male, ho ancora l’immagine di un uomo in una pozza di sangue, un’assurda morte bianca.
La barista si gira verso di me, includendomi nella conversazione “lei non lavora in quell’istituto? Deve essere un suo collega.”
Pago il conto ed esco, buongiorno.
Piove, non forte.
Quella pioggia intermittente, fine, il cielo è scuro.
Ha 28 anni, da circa un anno non viene pagato regolarmente, come i suoi colleghi.
Lavora in portineria, il servizio è appaltato ad una ditta esterna all’istituto. Ha deciso il gesto estremo, minaccia di lanciarsi nel vuoto. Sotto uno schieramento di pompieri in divisa, un’ambulanza pronta.
Vengono i brividi a guardarli.
Ed eccoci, noi i 104 disperati volgarmente ancora chiamati “i cassaintegrati”,
non da tutti, ci va un distinguo.
Abbiamo tutti gli occhi umidi, le lacrime della sua collega in portineria ci hanno scossi
ancora di più.
Noi 104 la capiamo quella disperazione, ci siamo passati dalla strada, sappiamo cosa significa fare i conti.
Piange dietro il bancone della portineria, il trucco ormai sbavato le imbratta il viso.
“Un anno con uno stipendio che arriva sempre più in ritardo, le bollette comunque da pagare, il mutuo o l’affitto della casa, il conto in rosso, le banche che ti applicano interessi, non si riesce più a riprendere il giro, è un ragazzo disperato quello che sta di sopra, anche io lo sono, lo siamo tutti” intanto piange.
Mi ritrovo a piangere anche io, mi stringe il cuore.
Incrocio lo sguardo di altri colleghi, abbiamo tutti gli occhi segnati.
Intanto arriva un giornalista, arriva un sindacalista,
Il giovane uomo lascia il tubo giallo al quale si era aggrappato, quel tubo esterno che gli avrebbe concesso un facile salto nel vuoto.
Oggi una persona disperata ha resistito alla vita.
Con ogni probabilità domani ci sarà un articolo di giornale, non so che taglio verrà dato alla notizia.
La situazione è tornata alla normalità. Nessuna camionetta dei vigili parcheggiata ai bordi della strada, nessuna ambulanza, nessun carabiniere.
Fuori continua a piovere, piano, senza fretta.

14 commenti:

Luz ha detto...

Il tuo post è meraviglioso e dovrei scrivere a lungo per commentarlo punto per punto. Voglio solo dire che la tua sensibilità e il coraggio di quel ragazzo di restare in vita mi scaldano il cuore.

Minu ha detto...

@LUZ
Grazie Luz, grande donna. In quanto a sensibilità e grinta non sei seconda a nessuno.

la Giget ha detto...

sto piangendo e non trovo le parole... questa è vera disperazione. punto. e mi fa imbufalire pensare che c'è chi piange perchè le hanno sequestrato lo yacht. non ci sono parole nemmeno quando guardo il mio frigo, che ormai è pieno solo due giorni al mese. non mi consola sapere che siamo tutti sulla stessa barca. mi fa solo sentire più fragile. oh, la vita è un'incredibile palestra. la persona della quale racconti, è salita là in cima da ragazzo, e ne è scesa da uomo. ha tutta la mia stima, e per quanto poco possa valere, la mia solidarietà.
PERO' I "PADRONI" CONTINUANO A GIOCARE CON LA VITA DELLA GENTE!non se ne può più....
ciao Minu', grazie di aver raccontato tutto questo... un abbraccio!
Silvia - Leonessa di Godiamoci il Viaggio...

Anonimo ha detto...

mi sembra un racconto di de amicis detto edmondo.se fosse vissuto in questo periodo lo avrebbe scritto cosi.hei! Minu non è che hai trovato un suo vecchio manoscritto." sai che gli scrittori anticipano il futuro"e lo hai pubblicato ? solo chi prova emozioni lo può capire ciao

Graziano B.

Minu ha detto...

@LA GIGET (troppo bello il tuo nick name neh?!)
il parallelo tra la disperazione da sequestro di yacht e disperazione da conto perennamente in rosso è superba. Neanche un piccolo trafiletto sul giornale sulla minaccia di suicidio, internabili articoli sul panico da sequestro di barchetta su tutti i media, scritti e non.
Schifo

Minu ha detto...

@GRAZIANO B. nonchè l'ANONIMO
mi fai arrossire... grazie
ps ma a proposito è un complimento?
ci si becca in giro per la bella Avigliana neh! Non al punto soci perchè ho ancora la nausea da lettera

Anonimo ha detto...

Minu.....che fortuna che ho avuto.
Averti conosciuto personalmente e condiviso con te l'ultimo mese mi ha permesso di capire quanta nobiltà d'animo vive in te.
Spero tu possa contagiare tutti coloro che vivono con te, che ti frequentano e tutti coloro che ti leggono.
Sei bella da vedere, sei bella da ascoltare, sei bella da leggere....sei bella, punto.
Intanto io sono papà da poco più di 24 ore, ho toccato con mano la vita che spesso hai scritto e mi hai fatto commuovere leggendo questo brutto episiodio che anch'io ho vissuto da spettatore impotente.
Ciao Minu.

Solofiky.

Minu ha detto...

@SOLOFICHI
Il giorno che sei entrato ed ho visto una marea di colleghe/ghi alzarsi con impeto per venirti ad abbracciare ho pensato fossero esaltati. Mi sono chiesta come fosse possibile dopo un solo mese di lavoro affezionarsi così tanto ad una persona.
Poi grazie alla mia RID-BON PERMANENTI ottusità ho avuto l'opportunità di conoscerti ed ho capito.
Mi trovi bella perchè a tua volta sei bello, e da ventiquattro ore ancora più bello.
Auguri al piccolo UOMO bum bum, che presto ti inonderà le spalle con i suoi acidi rigurgiti, esattamente come tante volte in questi mesi ti sei dolcemente immaginato.
Buona strada collega, anzi meglio.. amico della minu ;))

Wilma ha detto...

Ti ho letto e mi son resa conto che non abbiamo inventato parole abbastanza efficaci per racchiudere tutto quello che provo: schifo, rabbia, tenerezza, voglia di rivoluzione, empatia, calore...

the muffin woman pat ha detto...

a volte mi piacerebbe prendere gli scritti dei blog, farne tantissimi fotocopie e diffonderli per la città.
n specie di nuova forma di giornalismo.
quello vero.
mi hai fatto stare con il fiato sospeso fino all'ultimo.

anzi spe.
fra un pò magari queste storie le racconterà Noemi Letizia.......................

Minu ha detto...

@WILMA
Cara carissima Wilma, meno male che i lettori delle donnette ancora hanno la forza di impietosirsi, di urlare, di piangere. Leggerti nel tuo blog o in risposta ai miei post mi fa bene al cuore. Grazie

Minu ha detto...

@MUFFIN WOMAN PAT
Ti ci vedo ciclostilare i post e soprattutto distribuirli con tanto di megafono. Guarda che ti aspetto sempre neh? Portami anche Azzu!

Princi ha detto...

Ciao Minu, sono tornata e subito corsa a leggerti ... mi hai fatto commuovere ... porcaccia (è l'unica parola che mi viene in mente)!!!
a presto!

Minu ha detto...

@PRINCI
Che voglia di rivederti/vi. A presto, spero issimo