lunedì 2 agosto 2010

Estella

Lontana dall’immaginare che avrei incontrato tra i sassi di Albenga, una donna coraggiosa, piena di passione.

Estella viene dall’Argentina, è atterrata in Italia perché ha profondamente amato. Ha seguito l’uomo che ha amato dopo averlo sposato a poco più di venti anni. Hanno messo in valigia un pezzo del loro mondo e sono arrivati a Parma, pieni di sogni.

Ancora le brillano gli occhi quando me ne parla, traccia un cerchio con le pietre poi guarda il mare, le onde le scompigliano i bruni capelli. Estella mi ha catturata, seguo il suo sguardo che si perde tra le onde del mare, accanto la piccola S., i suoi ricci capelli, le mani raccolte sul grembo, mi guarda, incrociamo gli sguardi poi li puntiamo insieme nelle onde del mare, in silenzio, perse anche noi nel silenzio di Estella.

In silenzio lascia le onde, guarda il cerchio di pietre, lo distrugge con un gesto veloce. Mi chiamo Estella. Estella è un nome antico che non amo, ha poco a che fare con la mia vita, Ho amato mio marito, con lui era più facile, si svegliava al mattino e mi illustrava i suoi sogni, la sua passione era tale che era facile innamorarsi dei suoi desideri, lo seguivo ed amavo.

Torna a perdersi tra le onde del mare, avvicina le gambe al petto, appoggia il mento alle ginocchia ed inizia a dipanare la sua vita. Diciotto anni di vita, vissuta con passione, con grinta, determinazione.

Da Parma ad Alessandria e poi ancora Genova, la bella Genova, una piccola bottega sul mare. Imparano a panificare, lo aiuta ad impastare il pane, ad infornare le brioches, al mattino Estella apre la bottega ai clienti, a due passi dal mare, quel mare che tanto ama, sognava di riposarsi su quelle spiagge, riprende a tracciare cerchi con le pietre, Non l’ha mai fatto, alla sera si addormentava stanca, così per anni. Hanno racimolato una piccola fortuna, nel frattempo è nata V.

Oggi V. è una ragazzina splendida, non penso di avere mai amato tanto una ragazzina sconosciuta, ha lunghi capelli neri, le ricadono ricci sulle scure spalle. Vedo per la prima volta f&u catturata da un’amicizia, giocano a lungo sfidando le onde, si rotolano sulla riva tra la sabbia e le pietre e poi di nuovo in acqua, tra capriole e verticali.

Sorridiamo di questa bella amicizia. Anche la piccola S. ride allegra battendo le sue piccole mani sulle gambe.

Estela distrugge di nuovo il cerchio di pietre, prende la sua piccola fortuna e riparte per l’Argentina. Rilevano un piccolo forno con bottega, senza un atto formale, mettono nelle mani del proprietario la loro piccola fortuna, una stretta di mano e l’attività è loro. Un pezzo di Genova è in Argentina, presto la loro bottega si affollerà di gente. Quando chiederanno di formalizzare la vendita, il proprietario si tirerà indietro, mai preso soldi da voi, mai. Chiederà loro i locali. A nulla varranno le lacrime di Estella, le ripetute suppliche. Si infrange tutto, tutti i loro sacrifici, tutti i loro sogni.

Estela distrugge il cerchio di pietre un’ennesima volta, “ti rendi conto?” mi dice perdendo i suoi occhi tra i miei. “tutto, abbiamo perso tutto. Non so se sia stato per questo, ma piano piano abbiamo iniziato ad allontanarci, pieni di rabbia. Lui ha iniziato a tentare la fortuna giocando a carte, ha racimolato debiti, io ho continuato a lavorare, ho fatto di tutto, realmente di tutto. Poi è nata la piccola S., ho sperato che avrebbe di nuovo messo in pista i suoi sogni, ho sperato potessi di nuovo seguire le sue passioni. Nulla”

Sono partita prima di Natale, proprio nel momento in cui si ha più bisogno della famiglia, Avevo bisogno di farmi ancora più male, forse. O forse avevo semplicemente bisogno di potere provare a me stessa e a tutti i miei familiari di potercela fare anche da sola, con due bambine.

Sono una badante oggi, vivo in una grande casa, non è semplice, accarezzo il sogno di rientrare, sto cercando un altro lavoro in Argentina, ho ancora tanti dubbi, non ci fosse questo benedetto euro che raddoppia tutti i prezzi, forse riuscirei a mettere da parte qualcosa, ma così è dura per una donna sola, non la vedo bene per voi italiani, è troppo faticoso così, non lo era quando sfornavo pane e vendevo e compravo usando le lire.

Mia figlia è comunque una extra comunitaria, fatica a rapportarsi con le compagne”

Mi riesce difficile immaginare la bella e dolce V come extra comunitaria,V. parla in italiano mettendo insieme un ricco vocabolario, ha gesti gentili, è raffinata. Estella è stata male questo inverno, ha avuto per la prima volta paura, paura per le sue bambine.

Estella è partita qualche giorno fa, ho sentito la piccola V. oggi, desidera rivederci. Forse siamo riuscite a farla sentire a casa, mi ha abbracciata forte in queste ultime serate, ha ballato per noi la danza del ventre, si muoveva sinuosa, lentamente.

Mi ha commossa, con me f&u, l’ho vista asciugarsi le lacrime e battere forte la mani. Quanto coraggio in Estella, quanto amore nelle sue piccole ragazze pronte a seguirla ovunque, con lo stesso amore che ha scosso lei diciotto anni prima.

6 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

a volte mi stupisco di quante storie possano esserci nel mondo.
mi chiedo spesso se è possibile che ci siano tutte le storie del mondo nel mondo.
e poi mi accorgo ogni volta, che ce n'è sempre una nuova.
a te il merito di essere riuscita a farci stare con il fiato sospeso, a farci commuovere.
come la piccola f&o.

Princi ha detto...

è vero Minu, sei strepitosa!

Minu ha detto...

@WOMAN PAT
io mi sono sentita onorata di avere raccolto la testimonianza di Estella. Donarvela è pura condivisione di un momento immenso di tenerezza

Minu ha detto...

@PRINCI
Sei come al solito dolcissima. Sai cosa mi piacerebbe sentirti raccontare? Il nostro incontro con i produttori di dolci dell'Aquila ;). Baci, a presto amica mia

Princi ha detto...

presto amica cara, vorrei andarli a trovare ... un abbraccio forte!

videlaale ha detto...

hola Minu ....sono Estela !!!questa sera è venuta Daghi molto entusiasta , a farmi leggere il tuo comento .... no posso credere ,che tu ti sia riccordata tanto bene la mia storia !!! ... mi sento veramente onorata ... è molto aparte di conmossa ,anche orgollosa di sentirmi raccontare en poche parole tutto quello che ho fatto,avvuto ,provato , perso e avere di nuovo il coraggio di ripartire da zero .... x le mie figlie e per il mio stesso rispetto, e questo lo devvo a te ... perche fino adesso , sentivo che non avevo fatto niente importante nel paso per questa vita .... Anche x me è stato un piaccere averte conosciuto, ti ringrazio tanto e di tutto cuore spero di rivvederti presto !! un grosso bacio anche di V e S...