ovvero le lavoratrici che hanno provveduto lottando e perdendo (in parte) a contrastare le decisioni del general manager riguardo lo spostamento degli uffici commerciali da Pianezza a Milano. Donnette non è un'idea mia ma del general manager! Un vivo ringraziamento.
lunedì 16 aprile 2012
rapporti di buon vicinato
Mumble mumble.. come fare?
Semplice! Ripulendo e igienizzando l’ufficio del piano terra avrei simpatizzato con il proprietario.
Siccome sarebbe parso indelicato presentarsi con secchio e straccio ho lo pensato all’aiuto di un complice: un idraulico.
Diciamo che è stato del tutto naturale, diciamo che non è stata neanche scritta una sceneggiatura, diciamo che è stata sfiga, diciamo che l’imbrattatele questa volta non ha colpa.
Dunque.. per accelerare l’asciugamento della tinteggiatura, dei muri rasati, del battuto dei bagni e di tutte quelle diavolerie necessarie alla buona riuscita della ristrutturazione della minu casa, si è reso necessario attivare il riscaldamento.
Entrata in scena dell’idraulico.
Messa in funzione del riscaldamento, risultato: termosifoni ghiacciati.
Ahia.
Mumble mumble…
Tenta che ti ritenta, all’idraulico cade la vista su un collettore (termine che ho imparato soltanto sabato) con tanto di rubinetto.
Tale rubinetto era ovviamente collegato al piano di sotto, precisamente al soffitto del proprietario dell'ufficio.
Al rubinetto infatti erano collegati ben due tubi che spuntavano da un angolo del soffitto, due mozziconi di tubi, senza tappo.
E diluvio fu.. dall’alto, come neanche Noè avrebbe mai immaginato.
Chili e chili di carta bagnata.. ma quanto pesa la carta bagnata?
Ira furibonda da parte del ricciolo inquilino nonchè proprietario dell'ufficio, che avvisato telefonicamente si è precipitato nell’ufficio passando dall’ingresso principale e noi (fessi) ad aspettarlo nel cortile.
Ad un certo punto, con un gesto plateale.. ha aperto le gelosie e con i pugni sui fianchi urlava (URLAVA!!) “signori adesso qualcuno venga su perché qui si sta per annegare nell’acqua!!!”… esagerato.
In effetti di acqua ce n’era, non tanto da annegare.. ma in grande quantità.
Urlava anche.. “voglio i dati dell’ assicurazioneeeee” e scattava, scattava foto a più non posso, un intero reportage.
Anche noi ne abbiamo scattate, ai suoi rubinetti sospesi e alla mercanzia incautamente depositata per terra.
Per fortuna un’assicurazione esiste.. quella del sindacato.
Chi l’avrebbe mai detto che i sindacati ogni tanto a qualcosa servono!!!
Ora due considerazioni…
Una) il ricciolo inquilino nonchè proprietario dell'ufficio mi è parso un tantino sprovveduto (vorrei dire altro), possibile si tenga due mozziconi di tubo piantati nel muro, in attesa di Noè?
Due) Chi ha avuto la pensata di mantenere un rubinetto collegato ad un mozzicone di tubo è quantomeno da radiare dall’album degli idraulici.
Ps… certo che la parola pulizia proprio non ha significato per il ricciolino… c’era un sacco di polvere sotto le scrivanie, ma ho preferito soprassedere, così.. tanto per non rischiare anche la pelle
martedì 10 aprile 2012
Santiago
martedì 27 marzo 2012
Scusate l'intromissione

martedì 24 gennaio 2012
Tatanka alias imbrattatele
Tatanka ieri è riuscita a combinare uno dei suoi disastri.
Nonostante la raccomandazione di non buttare nella tazza del bagno i fazzolettini di carta… e nonostante lei ovviamente neghi di averlo fatto, ciononostante appunto, il bagno si è allagato.
Sostiene Tatanka di avere tirato l’acqua forse un po’ eccessivamente perché notava che un pezzo di carta non andava giù.
Quindi mentre l’acqua correva e correva, Tatanka sostiene di essere SOLO andata un attimo in sala, di avere rifatto il letto/divano, di avere arieggiato la camera e di essere tornata in bagno.
Sostiene Tatanka di avere notato che il bagno si era allagato, così decide di chiamarmi per evidenziare il problema.
Allertati nell’ordine l’amministratore, lo spurgatore e santo Carlo da Hubert ed avere predisposto un breve corso telefonico sull’uso del mocio vileda a Tatanka stessa, l’evento pensavo si fosse affievolito.. o almeno così credetti, fino al punto in cui il telefono tornò nuovamente a squillare.
Sostiene Tatanka di avere ricevuto la visita dell’inquilino del piano inferiore, che sollevava un nuovo problema: l’acqua correva dal nostro pavimento al suo soffitto, se ne era accorto argutamente il figlio, che intento nell’atto di liberare il suo corpo dell’acqua in eccesso, notava che il suo capo e le sue braccia si bagnavano di un liquido che sopraggiungeva al di sopra della sua testa.
Richiamato nuovamente santo Carlo da Hubert che intanto si era messo in marcia per raggiungere l’area del disastro, mi tranquillizzava mettendomi a conoscenza che nulla si era rotto e che l’acqua era scesa al piano inferiore per effetto cascata.
domenica 23 ottobre 2011
I nuovi poveri
mercoledì 20 luglio 2011
R.O.A.C.H. si mette l'abito bello per la prima...
Ieri sera è andato in scena il pathos.
Grande emozione al teatro Eugenio Fassino di Avigliana, trenta minuti di fantascienza, spettacolari effetti speciali, tutti creati in 3D.
Il trevoltebello Sergio, laquasisempreallegra Giulia, il sorridenteedemozionato Umberto e tanti altri giovani che a citarli tutti occuperei gran parte del mio sonno, considerato che è quasi la mezzanotte... ci hanno cine-corto trasportati nel regno di New Minsk, anno 2068
Il corto è frutto di un lavoro durato più di due anni, girato quasi totalmente ad Avigliana, Valle di Susa, a costo e chilometri zero.
L'età media di chi si è speso, divertendosi oltremodo, per creare questo gioiellino di pura fantascienza è di 28 anni!
Auguro a tutti voi lettori delle donnettedipianezza di potere godere presto di questo bel lavoro, frutto di giovani talenti italiani, nessun figlio d'arte tra loro, uniti da una enorme passione.
A loro auguro che possano vivere della loro arte e che la realizzazione dei loro sogni possa regalare un sogno a tutti noi.
ps.. chi lo avrebbe immaginato mai che la quasisempreallegra Giulia, quella piccola e bionda ridanciana nipotina, nata quando io ero appena diventata maggiorenne, mi avrebbe un giorno fatta emozionare così tanto? ... questo lo scrivo piccolo piccolo così magari lei non lo nota e conseguentemente non mi cazzia, schiva e reticente ad ogni complimento qual'è!!!
Con orgoglio,
Minu
lunedì 30 maggio 2011
porcaccia che batosta
giovedì 3 marzo 2011
viva gli sposiiii
martedì 25 gennaio 2011
la bigiatura dell'anima

Giusto stamattina ne parlavo durante il tragitto in pullman con il piccolo generale in gonnella.
T. è stato beccato con una giustificazione falsa.
Già.
Ha falsificato la firma della madre pregustandosi un rientro anticipato a casa, saltando a piè pari la lezione della prof. di religione, che per altro, a giudizio dell’imbrattatele, è più un momento di discussione su temi sociali che altro, un momento di approfondimento, un’analisi approfondita partendo dal punto di vista dell’anima.
T. ieri la sua anima aveva intenzione di metterla a riposo, così ha preso la bic ed ha falsificato.
Beccato.
Negare, sempre e comunque.. Silviastro docet.
Così T. ha fatto, la prof non demorde e chiama casa, la madre di T. non appoggia la nefandezza del figlio, dichiara di non avere mai firmato un’uscita anticipata ed apre la procedura processuale.
Oggi T. sarà convocato in presidenza, alla presenza del temibile vice preside che è almeno tre volte più severo del preside stesso, della segretaria del preside e della prof. di religione, pubblico ministero.
E’ possibile che venga presa la decisione di sospendere T.
Con questa notizia mi arriva in bagno l’imbrattatele, ovvero nel salotto di casa, le conversazioni più interessanti si svolgono tra la vasca e lo sciacquone.
Immersa nella schiuma ascolto senza esprimere giudizi, osservo le sue guance che prendono sempre più colore, il gesticolare delle mani, gli occhi espressivi e grandi.
Imbrattatele assente da scuola per un peregrinare negli ospedali della valle per una sospetta appendice ha appreso la notizia dai social network in serata.
E’ indignata, accusa T. dandogli del pirla, ancorpiù perché T. è rappresentante di classe, idem la madre di T.
“Ti rendi conto mà.. T. che dovrebbe dare il buon esempio, si comporta da pirla, dovremmo aprire nuove votazioni a mio parere, non si può essere rappresentati da un taglione pirla”.
Vorrei abbracciarla ma sono piena di sapone, ma chissene, la stringo forte nonostante la schiuma.
Sulla stampa di oggi il fondo pagina di Gramellini, senza saperlo ne avevo scritto, a voce alta, l’incipit al piccolo generale in gonnella, tra i consueti scossoni del pullman.
L’ho già detto, la rivoluzione sta iniziando sui banchi di scuola
Fanculo a tutte le escort e a tutti i puttanieri d’Italia e non.
martedì 16 novembre 2010
per gli addetti ai lavori
Tasche gonfie di soldi le sue... le nostre di soddisfazione!
In attesa di vedere passare anche quella del principe plumbeo le donnette brindano.
Eh son soddisfazioni
sabato 6 novembre 2010
una partita aperta
Il sabato mattina risparmio all'imbrattetele un po' della sua energia peraltro inesauribile.
Prendo la minuauto e l'accompagno a scuola.
Mi piace, immensamente.
L'imbrattetele quando non mi esaurisce è uno spasso, una tavolozza di colori accesi, musica ad alto volume, erba fresca di un maggio assolato.
Ride di gusto ancora prima di finire i suoi racconti, ha un talento nel parlare per immagini, imbrattetele è un fumetto manga visivo.
Sono felice.
Mi piace questa vita oggi, con f&u (oggi undicenne) che si affaccia, con timidezza e determinazione, alla porta dell'adolescenza e imbrattatele che ne sta attraversando il palco saltellando.
Mi piacciano i miei colleghi ex cazzaintegrati che, come gatti riluttanti ad entrare nel trasportino (immagine della dolcissima Silvia, dirimpettaia della Minu), tengono a distanza i comportamenti del bancario d'hoc, cercando di non omologarsi.
Circospetti e cauti gli sguardi degli altri abitanti del palazzo.
Occupiamo parte del terzo piano, chiassosi e mangerecci, ogni ricorrenza e non, diventa un pretesto per imbandire i lunghi tavoloni delle isole lavorative di ogni genere di leccornia culinaria.
Eppure stento a riconoscerlo come mio mondo, al punto da marcare le esperienze vissute nella principi&co con un "da noi" e non con un "nell'azienda per la quale lavoravo".
Ci vorrà del tempo, per me e per i miei nuovi colleghi, per acquisire nuova fiducia.
Ancora terrorizzati dall'idea di ritrovarci, con la nostra media di circa quarantanni d'età, in mezzo ad una strada, passiamo al setaccio ogni minimo cambiamento d'umore dei nostri superiori.
Ci vorrà del tempo, intanto mi godo quello che per me ha valore assoluto, i rapporti umani, il vissuto di ognuno, passato e futuro, il presente lo vivo con loro.
Nel mentre l'imbrattatele è quasi in odore di uscita, è terminata un'altra settimana scolastica. Nonostante il lerciume dei palazzi di potere, osservando i compagni di scuola dell'imbrattatele ritengo che tutto possa ancora accadere.
Le ultime generazioni hanno rovinato quest'italietta, le nuove risorse stanno crescendo, chi ha il compito di affiancarli, genitori ed insegnanti, si rimbocchi le maniche, tutto può ancora succedere.
La partita sta iniziando sui banchi di scuola.
lunedì 25 ottobre 2010
Giuliana Cusino: Le FATE


Di Lei ve ne ho già parlato qui e qui e ancora qui.
Che adori le sue opere non ne faccio segreto, applaudo ai suoi lavori anche davanti al maestro Della Betta, il noto ceramista che ha insegnato a Giuliana l'uso della tecnica Raku.
Giuliana torna ad esporre anche quest'anno nell'ambito della mostra "le terre del fuoco" in Avigliana venerdì sabato e domenica prossimo e il fine settimana che seguirà.
Chissà se riuscirò mai a possedere una delle sue opere?
Intanto me le gusto ancora una volta dal vivo..
Grazie Giuliana!
giovedì 21 ottobre 2010
un'esagerata della vita
Sono passati più di tre anni da quando, con il viso bagnato di lacrime, l'imbrattatele piangeva tutta la sua disperazione.
Ieri sera ho preparato la giusta atmosfera per affrontare la dura realtà.
Un bel bagno caldo con fragranza alla lavanda, le candele speciali con stoppino di carta assorbente che funzionano ad olio, luci soffuse.
Io e fichi&uova immerse nella schiuma e poi l'affondo “cosa ne pensi di Babbo Natale?”
I suoi occhi verdi-azzurri fissano seri i miei “mah! Giusto ieri io e Ilaria ne stavamo parlando, abbiamo qualche dubbio sulla sua esistenza, perchè me lo chiedi?”
Respiro profondamente, sto per infrangere una favola durata dieci anni.
“Sicura di volere sapere la verità?” le chiedo.
Abbassa la testa, stringe la schiuma tra le mani e poi annuisce.
Sto per dirle la verità quando all'improvviso le speciali candele alimentate ad olio ed acqua, sfrigolano rumorosamente, uno scrisshhhh e poi quasi il buio,
Ci abbracciamo impaurite, sembriamo Scooby-Doo e Shaggy.
Per un attimo ho temuto che Babbo Natale non fosse un'invenzione, il tempo di realizzare che l'olio immerso nel contenitore si era esaurito.
Abbiamo riso di gusto.
Fichi&uova con dignità ha appreso la notizia, si acciglia un attimo, riflette in silenzio sui natali dei quali ha memoria poi seria mi guarda “mio dio, mamma! Sei riuscita a sbagliare sempre le taglie degli abiti. Avrei dovuto immaginarlo. Non dirmi che tutti i dolcetti che lasciavamo alle renne e a Babbo Natale li hai sempre mangiati tutti tu?”
L'abbraccio forte, mi abbraccia.
“Grazie mamma, sono stati Natali splendidi.
Mia sorella come l'aveva presa? “ “Ha pianto tutte le sue lacrime” le rispondo.
“Non cambierà mai, è un'esagerata della vita” ride scuotendo la testa.
venerdì 15 ottobre 2010
delocalizzazione con i soldi dello stato, ovvero con gli stessi soldi dei lavoratori, bell'affare
La loro storia è la mia storia, è la storia di tanti, è quella storia che sempre più raramente appare sulle prime pagine dei quotidiani, è quella storia della quale ai politici soprattutto a chi governa questa italietta non piace raccontare.
Ieri è andata in scena la tragedia delle donnette della omsa, quelle della golden lady tanto per intenderci.
Delocalizzazione.
Da domani il loro lavoro lo svolgeranno in serbia.
E' una storia che si moltiplica giorno dopo giorno, e mano a mano che si moltiplica il governo tace sempre di più.
Ieri sera le donnette omsa hanno rivolto una domanda a pl bersani, ospite in studio ad anno zero.. "ci è venuto a trovare promettendoci aiuto, cosa ha fatto?"
Politici che si spostano per portare solidarietà, promesse.
Aprono tavoli di discussione, sterili.
La vostra Minu circa tre anni fa ad una riunione della consulta del nuovo pd, ormai logoro, aveva chiesto di ergere dei paletti, paletti contro la delocalizzazione.
Sono stata applaudita, sono stata contattata qualche settimana più tardi, mi hanno chiesto di prendere parte alla consulta, ma io non ne capisco nulla di politica, in quel periodo oltretutto iniziava il mio senso di nausea nei confronti di tutte le sigle politiche e sindacali. Ho risposto nisba, li ho pregati di prendere in considerazione la storia dei paletti, di sigillare il portafoglio e di non aiutare più le imprese con finanziamenti senza una promessa scritta di tenere la produzione entro il territorio nel quale il finanziamento è stato elargito.
Sono passati tre anni, nulla è successo.
Le donnette omsa stanno lì, su un palco.
Occupano il loro tempo facendo dei corsi di riqualificazione, assurdi.
La minu solidarietà a loro, sono grandi nella loro dignità, come solo le donne sanno esserlo.
Urlate donne, scrivete, fate nomi e cognomi dei mandanti della vostra disoccupazione, non fate mai scendere il sipario sulla vostra storia.
I vostri manager temono la cattiva pubblicità.
Io da oggi non compererò più un prodotto omsa, ecco la mia solidarietà.
aggiornamento: Ho appena finito di leggere il post di Miranda, stesso argomento, molto più approfondito, una lucida analisi.
IL POST DI MIRANDA MERITA DI ESSERE LETTO, STAMPATO, ED AFFISSO IN OGNI BACHECA DI LAVORO.
mercoledì 13 ottobre 2010
bulinicamente vostra, minu
L'ho conosciuto circa due mesi fa.
Ha una voce allegra, profonda, è felice ed ama, profondamente.
E' bello, molto, è solo fichi.
Si è affezionato alle donnette e alla minu-donnetta nonchè collega, meglio ex collega.
Dolcemente mi ha chiesto di scrivere due righe, almeno due, per dire ai lettori, lui compreso che non li sto trascurando, sono in attesa, sospesa, vivo nel mondo e fuori dal mondo, sospesa appunto, latito spiando, ogni tanto mi affaccio al tendone rosso del palco per spiarvi.
La lu musica mi tiene compagnia, ascoltarla mi riporta a voi, a tutti voi, soprattutto a Lu, alla sua stima che ancora oggi non credo di meritare, ma tantè, l'affetto è affetto e spesso viene ricambiato.
Cammino, a passo spedito, piena di pensieri, canticchiando motivetti.
Ho intrecciato amicizie, sono andata a trovare Estella e le sue splendide figlie, la sua amica Daghi e tante altre belle persone.
Mi ha fatta sentire speciale, mentre speciale è lei e la sua allegria.
Ho fame. Ho fame d'informazione, di cultura, di sapere e di affetto, che poco ci azzecca con l'informazione, con la cultura, eppure non chiedetemi perchè, sapere e affetto secondo la minu vanno a braccetto.
Maledettamente fame.
Ho poco tempo per cibarmi, leggo di tutto, cerco di leggere di tutto: manifesti pubblicitari o informativi, mozziconi di articoli, salto le righe cercando di arrivare in fondo più in fretta possibile, è come una bulimia la mia, bocconi d'informazione, sono più le briciole che cadono a terra che il cibo che ingurgito.
Come gli affetti appunto.
Avrei voglia di cibarmi di Princi, è ancora in definire il viaggio su Milano.
Lu e il festival jazz ormai passato da mesi.
Avrei voglia di cibarmi dell'allegria contagiosa della muffin woman pat.
Di calpestare le foglie del valentino con il critico musicale delle donnette, di discutere della triade folle del giornale con il fuggitivo.
Di ubriacarmi con Red, Patty e Camu.
Di organizzare il tour delle donnette per abbracciare le splendide donne di nosexnocity.
Intanto le giornate passano, veloci, frenetiche.
Neanche il tempo di soffermarmi sulle pazzie dei quattordici anni dell'imbrattele, sulla dolcezza di fichi&uova.
Ho tanti post in testa, scrivo mentre viaggio, mentalmente.
Arrivo a casa e non trovo più niente, pensieri cancellati mentre salgo le scale.
Mah.
Tornando a solofichi, cià ragione, occorre che mi scusi, non vi sto trascurando, semplicemente e a volte faticosamente vivo, bulinicamente vostra.
Minu
lunedì 11 ottobre 2010
Sì viaggiare
Arrivo in stazione per le 7,28, il delirio!
Lavoratori e studenti affollano la banchina, siamo in tanti, ma proprio tanti... tanti al punto da viaggiare in piedi, 25 minuti in piedi, viaggiamo oltretutto in ritardo di circa dieci minuti.
Ovviamente i viaggiatori del treno soppresso e non affolleranno i mezzi gtt, niente male per un inizio settimana.
Perchè vorremmo sapere, perchè?
Questa Italia è proprio strana, ma proprio strana, tanto strana.
Ore 14 la stazione si affolla di forze dell'odine, sono ovunque.
Su quegli strani monopattini a motore, sui risciò senpre a motore, a piedi, con le braccia incrociate e il manganello in mano, in borghese con gli auricolari nelle orecchie, ovunque.
Mi informano che in tutta fretta di questa mattina fs fa fatto dipingere di rosa le pareti di fianco al binario, in onore del freccia rosa (se volete farvi del male donne leggete qui).
E poi.. d'improvviso tra la folla loro, magnifici nei loro falsi sorrisi, Maroni e Borghezio e un intero esercito di tirapiedi e mi dicono il patron delle fs nientepopo di meno che Moretti.
Perchè dovete sapere che più che sulla puntualità e sulla pulizia, fs punta sulla sicurezza, ed anzichè investire su locomotori investe in telecamere.
Quanto è costato alle nostre tasche di contribuenti oggi questo giochino?
Io sarò una sempliciotta, ma da donnetta pendolare, vorrei semplicemente avere la certezza di viaggiare ogni mattina, di potere contare su treni puntuali e puliti, di tornare a casa con la stessa puntualità.
Non mi interessano i treni rosa, dovrei oltrettutto viaggiare accompagnata per potere godere della gratuità e dovrei oltretutto sempre portarmi dietro almeno un bambino.
Non mi interessano fior fiore di telecamere sulla cui installazione sicuramente tra qualche settimana si aprirà il tema della violazione della privacy.
Vorrei viaggiare, ecco.
Sì viaggiare, niente altro.
In fondo spendo ben 62 euro al mese, qualche pretesa posso averla, o no?
giovedì 9 settembre 2010
f&u e la scuola: binari paralleli
Senza sorrisi, senza particolare entusiasmo è andata incontro al suo primo giorno di scuola. La sua mano stretta nella mia, i suoi occhi che ogni tanto cercavano i miei mentre il dirigente scolastico vendeva la scuola.
Una tenerezza infinita, f&u e la scuola, due binari paralleli o forse due numeri primi.
Ha aperto i suoi occhi verdi blu questa mattina, ho raccolto il primo bacio del mattino, l'ho guardata stirarsi e poi la sua prima dichiarazione: "meno male che domani è venerdì, solo due giorni di lezione!"
Ha fatto male i suoi conti, per due settimane le toccherà fare pace con la scuola anche di sabato.
Una bella sorpresa la giornata gliel'ha regalata il professore d'italiano, sorridente, giovane, pieno di entusiasmo.
Ha raccontato loro di non avere mai amato particolarmente lo studio, la scuola, non conosce esattamente il giorno preciso in cui ha deciso di insegnare, oggi si ritiene un uomo fortunato, vivere e insegnare italiano ai ragazzi lo rende felice.
F&u è tornata a casa sorridendo, è in cerca del giorno, il giorno in cui anche lei potrà cambiare idea, "potrebbe essere domani" mi dice, "intanto mi accontento di un sei e sarebbe già una grande felicità" conclude seria.
Emozione infinita accompagnarla, con noi l'imbrattatele allegra come sempre, al mio fianco nell'auditorium, ha passato il testimone alla sorella abbracciandola forte, sussurrandole all'orecchio qualche suggerimento sulla sopravvivenza all'interno dell'edificio scolastico.
Lunedì l'emozione continua: l'imbrattatele inizierà il suo primo giorno da liceale, come sapete ha scelto un istituto artistico, non fa altro che parlarne da settimane, contrariamente a f&u ha un entusiamo incontenibile, sembra aspettare questo giorno da sempre mi dice.
Ora porto a dormire la mia adrenalina, se la mia vita corresse sempre veloce e ad alta quota come oggi, non so cosa ne sarebbe di me
lunedì 30 agosto 2010
lento sabato di cazzeggio

Penso che la felicità sia qui, sotto questo sole, in una delle più belle piazze di Torino, piazza Carlo Alberto.
La tiro su col naso, annuso l'aria, chiudo gli occhi per qualche secondo, trattengo il respiro.
La felicità è qui, seduta al nostro tavolo, accanto a me l'imbrattatele, mi sorride con il mento appoggiato sulle mani e i gomiti sul tavolo.
Le note jazz di una tromba, il profumo di un piatto di pasta.
Oggi è sabato, sabato di cazzeggio in centro, lento senza frenesia.
Pochi minuti prima una pianta è caduta dal cielo, così per caso.
Passanti indignati e sorpresi, la terra è schizzata sui piedi di una ragazza in bicicletta, via lagrange si è fermata, decine di scatti, qualcuno si affretta a chiamare i vigili.
L'imbrattatele tira fuori veloce il suo cellulare, immortala il momento sorpresa, tira un sospiro di sollievo, nessuno si è fatto male.
Poi il suo primo incontro con Marlon Brando, proprio davanti al museo del cinema, poi Brigitte Bardot, poi Anthony Queen, la casa del fumetto piena di anime manga, le gira la testa, annusa l'aria come i gatti, allarga le braccia verso il cielo, cattura la vita ed io con lei.
venerdì 20 agosto 2010
la disperazione
Insensibili al sensibile, mostri in movimento.
Suicidi, morti ammazzati, case che cadono seppellendo inermi bambini, baracche dei rom che prendono fuoco carbonizzando vite disperate.
Nulla, le sirene non impietosiscono più.
Avevo già dimenticato la veloce corsa dell’auto rossa mentre sorseggiavo un caffè e sbocconcellavo un croissant con lo sguardo tra le fresche notizie della carta stampata.
Poi un avventore entra sorridendo, rompe il silenzio “c’è un pazzo che vuole buttarsi giù; minacciano tutti poi nessuno ha il coraggio di farlo, intanto noi paghiamo tutto l’esercito dei pompieri che è parcheggiato qua dietro, c’è pure un’ambulanza..”
La tazzina rimane sospesa, mi viene da piangere.
Ognuno di noi ha conti aperti con la vita, io ne ho uno che ancora brucia nonostante siano passati ormai più di trentanni.
Quando sento parlare di balconi mi sento male, ho ancora l’immagine di un uomo in una pozza di sangue, un’assurda morte bianca.
La barista si gira verso di me, includendomi nella conversazione “lei non lavora in quell’istituto? Deve essere un suo collega.”
Pago il conto ed esco, buongiorno.
Piove, non forte.
Quella pioggia intermittente, fine, il cielo è scuro.
Ha 28 anni, da circa un anno non viene pagato regolarmente, come i suoi colleghi.
Lavora in portineria, il servizio è appaltato ad una ditta esterna all’istituto. Ha deciso il gesto estremo, minaccia di lanciarsi nel vuoto. Sotto uno schieramento di pompieri in divisa, un’ambulanza pronta.
Vengono i brividi a guardarli.
Ed eccoci, noi i 104 disperati volgarmente ancora chiamati “i cassaintegrati”,
non da tutti, ci va un distinguo.
Abbiamo tutti gli occhi umidi, le lacrime della sua collega in portineria ci hanno scossi
ancora di più.
Noi 104 la capiamo quella disperazione, ci siamo passati dalla strada, sappiamo cosa significa fare i conti.
Piange dietro il bancone della portineria, il trucco ormai sbavato le imbratta il viso.
“Un anno con uno stipendio che arriva sempre più in ritardo, le bollette comunque da pagare, il mutuo o l’affitto della casa, il conto in rosso, le banche che ti applicano interessi, non si riesce più a riprendere il giro, è un ragazzo disperato quello che sta di sopra, anche io lo sono, lo siamo tutti” intanto piange.
Mi ritrovo a piangere anche io, mi stringe il cuore.
Incrocio lo sguardo di altri colleghi, abbiamo tutti gli occhi segnati.
Intanto arriva un giornalista, arriva un sindacalista,
Il giovane uomo lascia il tubo giallo al quale si era aggrappato, quel tubo esterno che gli avrebbe concesso un facile salto nel vuoto.
Oggi una persona disperata ha resistito alla vita.
Con ogni probabilità domani ci sarà un articolo di giornale, non so che taglio verrà dato alla notizia.
La situazione è tornata alla normalità. Nessuna camionetta dei vigili parcheggiata ai bordi della strada, nessuna ambulanza, nessun carabiniere.
Fuori continua a piovere, piano, senza fretta.
sabato 14 agosto 2010
ESTELA... e scusate se è poco
Beh dopo avere letto il suo commento, permettetemi di volare alto.
Ciao Estela, un forte abbraccio da Minu, donnetta di pianezza.
hola Minu sono Estela !!! Questa sera è venuta Daghi molto entusiasta a farmi leggere il tuo commento. Non posso credere che tu ti sia ricordata tanto bene la mia storia!!! Mi sento veramente onorata, conmossa eanche orgogliosa di sentirmi raccontare in poche parole tutto quello che ho fatto, avuto, provato, perso e avere di nuovo il coraggio di ripartire da zero .... per le mie figlie e per il mio stesso rispetto, e questo lo devo a te, perchè fino adesso sentivo che non avevo fatto niente d'importante nel paso per questa vita,
Anche per me è stato un piacere averti conosciuta, ti ringrazio tanto e di tutto cuore spero di rivederti presto. Un grosso bacio anche da V e S...